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Un enigma in ogni frammento

Questa nuova edizione della mostra apre varchi inediti nel mistero della stregoneria, grazie a opere mai esposte prima che offrono nuove chiavi di lettura e sorprendenti prospettive di studio. 

Tra le presenze più suggestive: le visionarie stampe ottocentesche della collezione Invernizzi dedicate alle figure delle fortune-teller, rari mazzi di sibille e tarocchi provenienti dalla collezione privata del curatore e affascinanti oggetti originali carichi di simbolismo arcano, concessi dal Museo della Stregoneria di Torino. 

Completano il percorso opere pittoriche e scultoree di rara potenza evocativa, in prestito da prestigiosi nomi del collezionismo e dell’antiquariato.

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Un omaggio alle streghe venete

Una sala è dedicata a Marietta Robusti, detta Tintoretta, protagonista di una leggenda che intreccia arte e magia. Si racconta che, tentata da una strega, rubò ostie consacrate da nascondere in giardino: subito gli animali si inginocchiarono come incantati.

 Avvertito, il padre Tintoretto affrontò la donna, che fuggì trasformandosi in gatto. Per proteggere la famiglia fece murare il passaggio con l’altorilievo di Ercole con la clava, ancora oggi visibile a Venezia.

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La strega addosso

Le esperienze immersive sono da sempre la cifra stilistica delle mostre Vertigo Syndrome

Una sala chiave della mostra, realizzata in collaborazione con l’Archivio di Stato di Modena, è dedicata ad un Processo per Stregoneria avvenuto nel 1539. I visitatori siederanno al banco degli imputati e saranno messi al centro del serrato fuoco di terribili accuse dell’inquisitore e delle risposte, sempre più sfinite, della donna processata disposta a confessare fatti osceni pur di mettere fine alla tortura.

Un'edizione tutta nuova

Un’esposizione di grande impatto visivo che intreccia incisioni antiche dal contenuto audace, rari testi esoterici del Cinquecento e talismani di epoche passate, offrendo uno sguardo suggestivo sull’universo misterioso della stregoneria e sull’enigmatica figura della strega.

Dopo il grande successo riscosso nelle precedenti tappe di Monza e Bologna, che l’hanno portata al pubblico italiano per la prima volta, arriva anche a Padova STREGHERIE. Iconografia, riti e simboli delle eretiche del sapere. Questa edizione si presenta completamente rinnovata grazie a una nuova più esperta curatela e a un percorso espositivo ripensato nel concept in modo radicale. A guidare questa nuova visione è lo storico dell’arte, scrittore e criminologo, Andrea Pellegrino, che firma una versione inedita, profonda e sorprendente della mostra.

Concepita come un vero e proprio rito di passaggio laico, STREGHERIE non è solo un’esposizione artistica, ma un’esperienza immersiva e trasformativa. Lontana dalle caricature da fiaba o dagli incubi dell’inquisizione, la figura della strega proposta in questo progetto è un archetipo ricco di significati: una donna che sa, una portatrice di conoscenze dimenticate, una voce che resiste.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo si sviluppa attraverso nove sezioni narrative, concepite come altrettanti portali iniziatici che guidano il visitatore in un viaggio tra mito, corpo, sapere, persecuzione e rinascita. Dalle origini oracolari e precristiane della strega fino alla sua attualizzazione come simbolo di resistenza politica e culturale, ogni sala accompagna il pubblico in un processo di trasformazione, attraverso opere d’arte, installazioni, documenti e oggetti rituali.

Si parte dalle radici profonde del mito, con un’immersione nei culti antichi, nei simbolismi del femminile primordiale e nelle narrazioni orali che hanno dato vita all’archetipo della strega. Il secondo passaggio affronta il corpo, inteso come sapere incarnato, territorio di desiderio e di ribellione: un corpo che non si lascia normare, ma che sa e resiste.

Successivamente, il visitatore entra nella dimensione dell’oblio, dove i saperi popolari – medicina naturale, erboristeria, pratiche magiche – vengono restituiti alla loro dignità culturale. Si approda poi alla sala del marchio, che esplora le dinamiche storiche e iconografiche che hanno costruito l’immagine demoniaca della strega, dalle miniature medievali alla propaganda inquisitoria.

La mostra attraversa anche l’Ottocento, quando la strega torna a manifestarsi come figura evocativa nell’immaginario romantico, e giunge infine al presente, dove la magia si riscrive nel linguaggio dell’arte contemporanea. Qui, la strega non è più una creatura marginale ma un simbolo attivo di autonomia, rinascita e potere culturale.

A chi si rivolge davvero questa mostra

STREGHERIE si rivolge a un pubblico ampio e trasversale: studiosi, artisti, docenti, studenti, appassionati di storia, antropologia, spiritualità o semplicemente curiosi di scoprire un lato nascosto del sapere femminile.

Il visitatore è invitato ad attraversare simbolicamente un rito iniziatico: abbandonare la vecchia visione della strega come incarnazione del male, per rinascere a una comprensione più autentica e articolata.

Come consuetudine di Vertigo Syndrome, la mostra sarà arricchita da eventi collaterali, incontri, laboratori e attività didattiche che approfondiscono il tema della mostra, con particolare attenzione al coinvolgimento delle scuole e delle università.

Una mostra stregata anche per i bambini e le scuole

Vertigo Syndrome ha un occhio di riguardo per le famiglie che visiteranno la mostra, di modo che nessuno debba annoiarsi.

I visitatori più piccoli saranno coinvolti in giochi e avventure all’interno del percorso espositivo al termine dei quali riceveranno in omaggio un premio “stregato” e avranno a loro disposizione un piccolo antro della strega dove preparare amuleti e pozioni magiche con ragni, serpenti e altro materiale misterioso.

Per tutte le scuole di ogni ordine e grado sono pensate delle visite guidate alla mostra e dei laboratori didattici.

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Il curatore della mostra Stregherie

Andrea Pellegrino, giornalista, scrittore e storico dell’arte, è laureato in Scienze dei Beni Culturali. La sua formazione unisce l’interesse per il valore simbolico delle opere d’arte alla passione per il mistero e la letteratura esoterica. Criminologo certificato AICIS, con perfezionamento in Criminologia Clinica e Psicologia Criminale, è docente di corsi post-universitari e si occupa anche di crimini legati al patrimonio culturale.
Vicedirettore di Libraio Editore, progetto editoriale della storica Libreria Esoterica di Milano, Pellegrino è una figura di riferimento nel panorama culturale: tiene conferenze, conduce convegni e collabora con testate e media nazionali sui temi di criminologia, esoterismo e simbolismo artistico.

Parla Andrea Pellegrino

"Alla fine del percorso, lo spettatore non troverà un mostro. Troverà una figura che ci assomiglia. Una donna che sa."

La strega non è solo una figura del passato: è memoria viva, corpo politico, simbolo di resistenza.
Questa mostra è un viaggio tra arte, documenti storici e oggetti antichi che raccontano come l’archetipo della strega si sia trasformato nei secoli. Sala dopo sala, il percorso diventa interiore e simbolico, invitando il visitatore a superare pregiudizi e paure, fino a scoprire negli occhi della strega non un mostro, ma uno specchio.